Se Johann Sebastian Bach non fosse mai esistito, la nostra musica sarebbe oggi molto diversa. Non era un compositore relegato alla musica sacra: fu anche l'architetto della musica occidentale.
Prova a immaginare una canzone pop alla radio che non possa cambiare tonalità: suonerebbe stonata. Il bassista non ha più una linea melodica autonoma, ma segue solo le fondamentali degli accordi.
Se Johann Sebastian Bach non fosse mai esistito, la nostra musica sarebbe oggi molto diversa. Non era un compositore polveroso relegato alla musica sacra: fu anche l'architetto della musica occidentale. Nel pieno Rinascimento portò avanti idee rivoluzionarie che fecero uscire la musica dalla chiesa e portarla in salotto. I musicisti di oggi usano ancora ogni giorno i suoi concetti, consapevolmente o meno.
La sua eredità è immensa. Ha lasciato un catalogo enorme, dai Concerti brandeburghesi ai cori liturgici. Due delle sue rivoluzioni più decisive furono il temperamento equabile e il contrappunto.
All'epoca di Bach l'accordatura era un vero problema. Se accordavi un clavicembalo in modo che una tonalità suonasse perfettamente intonata, un'altra risultava inutilizzabile. I compositori potevano quindi usare solo poche tonalità "sicure" e si trovavano presto con le mani legate.
Si accordava impilando le quinte, secondo l'idea di Pitagora. Ma se seguivi quel metodo fino in fondo, i conti non tornavano: dodici quinte sovrapposte superano di un semitono sette ottave. Per molto tempo si è cercato di evitare questo "errore". In chiesa i monaci cantavano il gregoriano tutti nella stessa tonalità. Con l'arrivo della polifonia e della musica strumentale, però, il limite divenne evidente. Intorno al 1700 i compositori volevano armonie più complesse e modulare all'interno dei brani senza che tutto suonasse stonato.
Bach rispose con un esperimento musicale: il Das wohltemperierte Klavier (Clavicembalo ben temperato). Compose 48 pezzi in tutte e 24 le tonalità esistenti e dimostrò che il nuovo sistema di accordatura — il temperamento equabile — funzionava davvero. In questo sistema l'ottava si divide in dodici passi esattamente uguali. Senza Bach, il passaggio a questo sistema avrebbe probabilmente richiesto molto più tempo.
Nel Settecento la teoria musicale ruotava intorno al contrappunto: far suonare insieme linee melodiche diverse, ciascuna bella da sola, ma capaci di formare accordi coerenti quando si intrecciano.
Bach compose quasi 1.080 opere ed era il massimo esperto di contrappunto del suo tempo. I suoi brani più complessi, in cui le melodie scorrono l'una dentro l'altra, restano ancora oggi un punto di riferimento. Scriveva fughe intricate in cui più voci si imitano a turno; come altri compositori del periodo, andava oltre, creando variazioni o ripetendo le stesse idee in forma speculare. Mozart e Beethoven studiarono a fondo le sue partiture e usarono le sue tecniche per dare più profondità alla propria musica.
L'influenza di Bach arriva fino alle hit di oggi. Le regole armoniche che usava sono ancora alla base di pop, jazz e rock. Il chitarrista jazz Pat Metheny l'ha detto senza mezzi termini: "Compared to Bach, man, we all suck."
Tanti artisti famosi si sono ispirati a Bach. Ecco alcuni esempi evidenti:
The Beatles - Penny Lane
La parte di tromba acuta e brillante di questo brano è direttamente ispirata al Concerto brandeburghese n. 2 di Bach.
The Beatles - Blackbird
La chitarra di questo brano è una variazione su un pezzo di Bach. Si sente la linea del basso scendere mentre la voce sale: contrappunto classico su chitarra acustica.
Procol Harum - A Whiter Shade of Pale
La celebre parte d'organo si appoggia a due capolavori di Bach: l'Aria sulla corda di Sol e la Suite orchestrale n. 3.
Paul Simon - American Tune
Per questo bel brano folk Paul Simon riprende la melodia di un inno tratto dalla Passione secondo Matteo di Bach: un esempio lampante di quanto la sua musica funzioni anche come pop.
Lady Gaga - Bad Romance
Persino nella pop moderna Bach fa capolino: l'intro di questo brano riprende direttamente la Fuga n. 24.
Apollo 100 - Joy
Questo brano allegro degli anni Settanta è una versione moderna e ritmata del celebre Gioia del desiderio dell'uomo di Bach.
Stan Getz & Michel Legrand - Back to Bach
Un vero omaggio al maestro: jazz moderno e linee melodiche bachiane intrecciati nello stesso progetto.
Benny Goodman - Bach Goes to Town
Anche nel jazz delle origini Bach era una fonte di ispirazione. Il clarinettista Benny Goodman gli dedicò questo pezzo swingante.
Bach non inventò da solo le leggi della teoria musicale. Prese però le idee sparse del suo tempo e le fuse in un sistema coerente che funzionava davvero, accelerando in modo decisivo lo sviluppo della musica occidentale. Senza il suo immenso catalogo, l'evoluzione di armonia e melodia sarebbe stata un'altra. Ogni volta che ascolti un pezzo pop con una linea di basso coinvolgente o un cambio di tonalità fluido, in fondo stai ancora ascoltando un po' di Bach.
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